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Dalle sue origine, Orelle é sempre stato un piccolo
comune di montagna. Raggruppati in una decina di
frazioni, gli abitanti vivevano d'agricultura e d'allevamento,
della vendita dei tagli del legname così come dell'estrazione
di ardesia e di altri minerali dalle miniere diffuse
sui due versanti.
Gli abitanti erano principalmente contadini e artigiani.
La posizione dei vecchi mulini, delle fonderie e delle
concerie, testimoniano ancor oggi questa diversità che
ha permesso a molteplici generazioni di Orelliani di
lavorare e di vivere nel paese, senza il bisogno di
emigrare verso terre meno austere.
Lo spazio esiguo e ripido determinava la posizione
delle coltivazioni. La sovrapposizione dei terrazzamenti
permetteva un guadagno di spazio, nonostante i muri
che bisognava rialzare ogni anno per sostenere la terra.
Orelle era ricca di vigneti et si diceva perfino
che era a Orelle che si produceva il " primo " vino
francese.per chi veniva dall'Italia !
Nel 1893, la nascita dell'industria elettrochimica
di Prémont ha modificato le abitudini : diventati
contadiini-operai, gli abitanti avevano una vita ormai
ritmata dalla sirena della fabbrica. Ma dopo il lavoro
a turni, un altro giorno cominciava nei campi e nelle
stalle.
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La costruzione della diga di Bissorte porta al
comune un altro cambiamento importante. Quest'opera
gigantesca e maestosa é realizzata tra il 1931 e il
1935, a 2000 metri d'altitudine. Grazie alla riserva
di 40 milioni di metri cubi e alla sua condotta forzata
di più di mille metri di dislivello, l'energia sviluppata
può essere distribuita ed esportata.
Verso la fine degli anni Sessanta, il salario
d'operaio diventa sufficiente per sfamare la famiglia
senza dover occuparsi ancora dell'attività pastorale.
L'agricultura smette allora di essere un'attività
economica a pieno titolo.
Il declino della fabbrica, all'inizio degli anni Settanta,
genera un rapido ribasso demografico che tocca il suo
minimo storico nel 1991 quando la fabbrica chiude definitivamente
le porte.
È soltanto nel 1996, grazie alla costruzione dell'ovovia,
che la curva demografica comincia a invertirsi e che
i villaggi si ripopolano e sono restaurati. Il comune
ed i suoi abitanti si dirigono allora risolutamente
verso un'ottica di sviluppo turistico, nel rispetto
della natura e delle tradizioni.
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